Se c’è un vegano a cena

Per quanti pensano che la birra sia una bevanda assolutamente cruelty free si sbagliano: luppolo, orzo e malto ci sono, ma per migliorare l’aspetto o la consistenza del prodotto finale possono essere utilizzati anche derivati animali nelle fasi di filtrazione, stabilizzazione della schiuma e colorazione.

Basterà quindi solo controllare l’etichetta? No. Laddove infatti questi ingredienti non superino la quantità previste dalla legge (almeno quella americana e quella italiana), non dovranno necessariamente essere indicati.

La birra che potrete sicuramente offrire al vostro ospite vegano è quella artigianale, meglio se cruda e non pastorizzata, perché rispetta un tipo di lavorazione che prevede l’utilizzo di soli ingredienti vegetali, con l’aggiunta, a scelta, di aromi (anche questi vegetali).

E’ più facile infatti che siano proprio i microbirrifici artigianali a preferire soli ingredienti naturali nelle fasi di produzione, anche se non mancano i marchi industriali con delle linee vegan friendly.

Fonte: http://www.enjoyfoodwine.it

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