Birra in vetro o lattina? Le 8 differenze che ti faranno ricredere sulla tua scelta.

Da decenni il pregiudizio della birra in lattina è sempre stato negativo e paragonato a birre economiche e di scarsa qualità, tanto che la gran parte dei produttori europei ha sempre puntato attenzione ad effettuare una comunicazione pubblicitaria basata prettamente su bottiglie in vetro. Gli appassionati, invece, sono da anni in discussione su quelli che sono pro e contro derivanti dal tema in questione.
Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno stilare una lista semplice e interessante su quelle che sono le principali differenze tra birra in vetro e lattina.
– La birra contiene “isomulone”, un agente amaro, componente del luppolo, che a contatto con i raggi UV, ovvero luce solare, muta in 3-MBT, un composto chimico paragonabile ad un nauseante gas. Ad oggi non esistono ancora rimedi a questo problema per le bottiglie in vetro, ma solo la possibilità di oscurare quanto più possibile il colore del vetro, per diminuire la quantità dei raggi UV che oltrepassano il vetro influenzando il prodotto. Al contrario, la birra in lattina non riscontra questo tipo di problema.
– Il processo di decomposizione del vetro è di circa un milione di anni, al contrario l’alluminio ha una decomposizione stimata tra gli 80 e i 100 anni;
– L’alluminio ha molte più possibilità di riciclaggio, rispetto al vetro;
– Il trasporto e la conservazione della birra in lattina è molto più semplice rispetto a alla birra in bottiglia;
– Per eliminare il contatto tra alluminio e liquido, le lattine hanno un rivestimento interno che permette di non far assumere alla birra un sapore metallico.
– La produzione di lattine crea enormi quantità di scarto tossico detto “fango rosso”, che danneggia l’ecosistema del luogo in cui viene immagazzinato.
– Le birre in lattina contengono un composto organico aggiunto chiamato “Bisfenolo A”, questo consente l’integrità del prodotto da eventuali contaminazioni metalliche derivanti dall’alluminio. Il “Bisfenolo A” è stato storicamente considerato un agente cancerogeno e pericoloso da ingerire; Solo recentemente però, è stato ritenuto sicuro dalle istituzioni di controllo dei prodotti Food and Beverage” sia Americane che Europee.
– Anche se indirettamente per il consumatore finale, gli impianti di inscatolamento sono molto più costosi rispetto a quelli di imbottigliamento e quindi poco convenienti per i birrifici di piccole dimensioni.

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